29/09/2026
Carta del Docente: 500 euro anche ai precari con sole 2 ore a settimana? La nuova sentenza
La Carta del Docente vale 500 euro anche per chi insegna poche ore a settimana? Una nuova sentenza riporta la questione al centro dell'attenzione e potrebbe interessare molti docenti precari.
Il caso arriva dal Tribunale di Varese, che con la sentenza n. 175/2026 ha riconosciuto 500 euro a un insegnante che, nell'anno scolastico 2023/2024, aveva una supplenza fino al 30 giugno ma lavorava soltanto due ore alla settimana.
Una decisione particolarmente interessante per chi svolge supplenze con un orario ridotto.
Carta del Docente: il caso delle due ore a settimana
Il docente aveva ricevuto una supplenza dal novembre 2023 fino al 30 giugno 2024, con un incarico per la conversazione in lingua francese.
L'orario era però estremamente ridotto: soltanto due ore settimanali.
Nonostante questo, il docente non aveva ricevuto la Carta del Docente. Dopo una diffida rimasta senza esito, l'insegnante ha quindi chiesto in giudizio il riconoscimento del beneficio.
Il Tribunale di Varese ha accolto il ricorso e ha riconosciuto 500 euro per l'anno scolastico 2023/2024, oltre agli interessi e alle spese legali.
In altre parole, nel caso esaminato dal Tribunale, lavorare soltanto due ore alla settimana non ha comportato una riduzione del valore della Carta.
La Carta del Docente spetta ai precari?
La pronuncia di Varese si inserisce in un quadro giurisprudenziale che negli ultimi anni ha progressivamente chiarito la posizione dei docenti non di ruolo.
Negli ultimi anni la situazione dei docenti precari è stata oggetto di diverse decisioni favorevoli. Un passaggio fondamentale è rappresentato dalla sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023 della Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che la Carta del Docente spetta anche agli insegnanti precari destinatari di incarichi annuali fino al 31 agosto oppure di supplenze fino al termine delle attività didattiche, cioè fino al 30 giugno.
La Cassazione ha inoltre chiarito le conseguenze del mancato riconoscimento del beneficio. Per i docenti che sono ancora inseriti nel sistema scolastico, ad esempio perché presenti nelle graduatorie per le supplenze o titolari di un nuovo incarico, può essere richiesta l'attribuzione della Carta secondo il suo sistema ordinario. Per chi invece è uscito dal sistema scolastico possono ricorrere presupposti per una domanda risarcitoria.
Il principio deriva anche dal quadro europeo sul lavoro a tempo determinato e, in particolare, dal principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato quando si trovano in situazioni comparabili. La condizione di docente precario, da sola, non può essere utilizzata per escludere il diritto alla formazione prevista attraverso la Carta.
La nuova sentenza di Varese aggiunge però un elemento ulteriore: il caso riguarda infatti un insegnante con un orario di servizio estremamente ridotto.
Quindi chi lavora poche ore ha sempre diritto a 500 euro?
È proprio su questo punto che occorre prestare attenzione.
La sentenza del Tribunale di Varese riguarda un caso concreto e non significa che sia già stata definitivamente stabilita una regola generale secondo cui qualsiasi docente con uno spezzone minimo abbia automaticamente diritto ai 500 euro.
La questione della Carta del Docente per i contratti a tempo determinato con un orario particolarmente ridotto è infatti ancora oggetto di esame a livello europeo.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 24317 del 31 luglio 2026, ha disposto un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea proprio in relazione ai docenti a tempo determinato con un orario di lavoro inferiore al 50% dell'orario settimanale complessivo.
La Suprema Corte ha sottoposto alla Corte UE, tra le altre, una questione particolarmente importante: qualora venga riconosciuto il diritto alla Carta anche in questi casi, il beneficio debba essere attribuito nella stessa misura prevista per il tempo pieno oppure secondo il criterio del pro rata temporis, quindi in proporzione all'orario effettivamente lavorato.
Di conseguenza, la sentenza di Varese costituisce un precedente relativo al caso esaminato, mentre la questione generale sull'importo spettante ai docenti con micro-spezzoni non può ancora considerarsi definitivamente risolta.
Cosa cambia per i docenti precari
La vicenda conferma comunque l'importanza che la Carta del Docente ha assunto nell'ambito del diritto alla formazione e all'aggiornamento professionale del personale scolastico.
Per i docenti con incarico fino al 30 giugno o al 31 agosto, il diritto alla Carta è stato già riconosciuto dalla Cassazione nei termini indicati dalla sentenza n. 29961/2023. Per chi, invece, presta servizio con un orario particolarmente ridotto, la questione relativa alla spettanza e soprattutto alla misura del beneficio presenta ulteriori profili ancora sottoposti all'esame della giurisprudenza.
Nel caso deciso a Varese, inoltre, il docente risultava ancora inserito nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per l'anno scolastico 2025/2026. Il Tribunale ha pertanto disposto l'attribuzione della Carta elettronica, oltre al riconoscimento delle spese legali, quantificate in circa 700 euro oltre agli accessori previsti.
Carta del Docente: un'opportunità per la formazione
Al di là del contenzioso, c'è un aspetto particolarmente importante per chi insegna: la Carta del Docente nasce per sostenere la formazione e l'aggiornamento professionale.
I 500 euro possono essere utilizzati per investire sulle proprie competenze e sulla propria crescita professionale, scegliendo percorsi di formazione tra quelli previsti dalla normativa.
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L'accreditamento è attivo dall'anno scolastico 2023/2024 ed è stato riconosciuto con Decreto Dipartimentale n. 1365 del 7 agosto 2023. L'accreditamento MIM consente a Elearning Formazione di proporre percorsi rivolti al personale della scuola nell'ambito del sistema previsto per la formazione degli insegnanti. La Direttiva 170/2016 disciplina infatti l'accreditamento e la qualificazione dei soggetti che intendono offrire formazione al personale del comparto scuola.
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Dall'intelligenza artificiale alle competenze digitali, dalla comunicazione alle metodologie didattiche, la formazione può diventare uno strumento concreto per continuare a crescere professionalmente.
500 euro da utilizzare per la propria crescita professionale
La vicenda del docente di Varese riporta quindi l'attenzione sulla Carta del Docente e, più in generale, sul valore della formazione continua.
Per i docenti precari con supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto il diritto alla Carta è già stato riconosciuto dalla giurisprudenza. Per chi lavora invece con micro-spezzoni e orari particolarmente ridotti, resta da chiarire definitivamente quale debba essere l'importo spettante.
Nel frattempo, la formazione resta uno degli strumenti più importanti per aggiornare le proprie competenze, acquisire nuove conoscenze e affrontare con maggiore preparazione l'evoluzione del mondo della scuola.
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